venerdì, 27 giugno 2008

Archeologia virtuale a Ercolano

Napoli, pur in mezzo alle tante difficoltà di cui leggiamo ogni giorno, continua a pensare in grande. È quasi in dirittura d’arrivo (aprirà i battenti il 9 luglio) la realizzazione del Museo Archeologico Virtuale, il MAV, che, a poche centinaia di metri dagli scavi di Ercolano, andrà a costituire la sintesi di tutti i tesori d’archeologia che l’area napoletana racchiude. Il Museo, che nelle intenzioni del progettista Gaetano Capasso dovrebbe essere un grande e complesso Museo della Comunicazione, si pone come una delle strutture tecnologicamente più avanzate in Europa.

Affogato e affollato in mezzo ad un pittoresco mercatino rionale, tra venditori di mozzarelle, cozzari e pesciaioli, il MAV vuole anche essere una scommessa sulla rinascita culturale dell’area che, con quel ‘pittoresco’ intende fare i conti e anche da questo prendere vita. La scommessa è infatti quella di porre una grande struttura tecnologica in un’area che con quella tecnologia dovrà dialogare per individuare nuove forme e opportunità di sviluppo economico e culturale.

All’interno dei tre piani del Museo ci sono dunque sale per esposizioni temporanee, caffetteria, shop, l’Archivio sonoro della canzone napoletana, la Mediateca provinciale, sale di proiezioni, un grande auditorium, tutto quello che dovrà comunque servire per un 'centro di quartiere e d’area', in grado di soddisfare le esigenze dei turisti che vanno agli scavi e di chi intorno agli scavi vive ogni giorno.

Poi naturalmente, nella parte più nascosta e complessa della struttura si visita il grande museo virtuale, vero e proprio racconto, in tempo reale, dell’esperienza storica dell’area archeologica napoletana (una delle più ricche del mondo, senza dubbio alcuno); un volano per rivivere il passato e per affrontare il territorio con nuova consapevolezza, uno strumento di comprensione e di divulgazione, con il Ninfeo di Baia che affonda nelle acque, il Vesuvio che inghiotte le città di Ercolano e Pompei, i tesori che vengono distrutti dalla furia degli eventi e che vengono recuperati dalla pazienza dei ricercatori. Tutto, potremmo dire imitando un trailer abusato, nella 'ricchezza del cinemascope'.

Gaetano Capasso (Capware) ha realizzato le strutture tecnologiche del Museo, le ‘animazioni’ e tutta la ‘virtualità’, con la pignoleria di un atto d’amore, attento in ogni momento che nulla degli intenti originari andasse compromesso o perduto.
Roberto Innocenti, maestro dell’illustrazione, ha disegnato la grande pianta dell’area archeologica napoletana, servita di base per tutti i progetti di visualità e comunicazione e trasformata in elemento essenziale di immagine coordinata da Andrea Rauch. Proprio a questi due ultimi progettisti, Roberto Innocenti e Andrea Rauch, è dedicata la mostra a quattro mani che sarà uno dei momenti inaugurali del Museo.

L'esposizione si intitola Nappul’è (visibile dal 9 luglio fino a settembre) e vuol essere, fin dal titolo, un modo di ripercorrere, in maniera certamente ironica, lo stereotipo che vuole Napoli identificata con il Vesuvio, con Pulcinella, con la luna a Marechiaro.
Napoli ‘è’ più di tutto questo e rivisitarla attraverso i suoi simboli più universalmente noti, come possono dunque vederla due ‘non napoletani’, vuol essere un modo per riappropriarsi di una sua immagine positiva e vitale.
Roberto Innocenti espone 35 tra le illustrazioni più belle dei suoi libri famosi, Rosa Bianca, Pinocchio, Schiaccianoci, Il Canto di Natale…, Andrea Rauch 35 manifesti per il teatro e la cultura, contro il razzismo e l’AIDS, per l’ambiente e le emergenze sociali.

Il MAV è a cura della Fondazione CIVES,
Comune di Ercolano, Provincia di Napoli, Regione Campania


Informazioni
MAV Museo Archeologico Virtuale
Ercolano, Via IV Novembre 44
Tel. 081 19806511
Chiuso il lunedì

http://www.capware.it/

'Evolution of the nude'

Polemiche per il video che ha vinto il Crystal Award 2008, premio che ogni anno viene dato a opere ispirate all'arte

Il filmato 'Evolution of the nude', opera della Blue Rose Group Arts Cooperative, raffigura nell'arco di tre minuti e mezzo, tremila anni di storia dell'arte vista attraverso i più celebri nudi femminili, dall'antica Grecia a oggi.

Fra le lodi, anche qualche polemica: nel video appare ad un certo punto il disegno a matita fatto da uno studente viennese di 19 anni agli inizi del '900: il suo nome era Adolf Hitler. Molte persone hanno ritenuto sconveniente la scelta e gli autori del video hanno annunciato che rimonteranno la sequenza eliminando il disegno del Fuhrer

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mercoledì, 18 giugno 2008

Festa europea della musica

9ee3d78781603e4f10c70fa14da3f617.jpgIl 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, si celebra in Europa la “Festa della Musica”, uno degli appuntamenti annuali più importanti di cultura e spettacolo. Nata in Francia nel 1982, la manifestazione ha assunto dal 1995 un carattere internazionale e si svolge contemporaneamente in tutte le principali città europee. Dal 1999 la Presidenza del Consiglio ha concesso l’alto patrocinio alla manifestazione, riconoscendo ufficialmente il suo interesse pubblico.

Principi ispiratori della “Festa Europea della Musica”: la musica - come linguaggio universale che può trasmettere messaggi di altissimo significato culturale, superando barriere politiche, etniche ed economiche - rappresenta una occasione di socialità;  perché la giornata diventi veramente la festa di tutte le musiche, tutti i generi musicali hanno diritto ad essere rappresentati; tutti gli artisti (dagli allievi delle scuole di musica ai musicisti di fama internazionale) devono poter trovare una scena in cui esibirsi; le manifestazioni devono essere aperte a tutti per favorire, con l’ingresso gratuito, la maggior partecipazione possibile. Aderisce alla “Festa europea della Musica”, con lo slogan “MusicArte”, il Ministero per i Beni e le attività culturali (MiBAC), con il coinvolgimento della Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo e di tutti i propri Istituti centrali e territoriali, che consentiranno la realizzazione di eventi musicali nei propri luoghi d’arte.  Tra l’altro, sono stati presi accordi con l’ENPALS e la SIAE, per ottenere facilitazioni in merito all’agibilità ed ai diritti d’autore, e con il MUR (Direzione Generale per l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica), per il coinvolgimento alla manifestazione dei Conservatori e degli Istituti musicali riconosciuti. I concerti che si svolgeranno in luoghi non statali

lunedì, 16 giugno 2008

MARIO SCHIFANO (1934-1998)

e1c44b19f270eb8aef9d64ba4758f14d.jpgLa straordinaria figura di Mario Schifano (1934 – 1998) ha improntato di sé la pittura italiana per quasi un quarantennio. I monocromi dei primi anni sessanta, la scelta di soggetti, temi e icone che lo hanno accomunato alla Pop art nei secondi anni sessanta, la sperimentazione tra pittura e fotografia degli anni settanta, il felice ritorno alla pittura nei cicli degli anni ottanta e novanta, hanno fatto di Schifano un artista di riferimento nel panorama italiano sia per gli altri artisti che per un pubblico larghissimo e ben più vasto di quello solitamente composto da critici, storici, collezionisti e appassionati. Il precoce successo di Schifano negli Usa negli anni sessanta è infatti continuato in Italia, dove l’interesse per l’artista si è mescolato con quello per l’uomo e le sue vicende personali legate al clima del momento, al jet set, allo scandalo e al suo furore creativo.

La Galleria nazionale d’arte moderna, a dieci anni dalla scomparsa, ritiene di dover rendere omaggio a uno degli artisti più complessi e importanti del secondo dopoguerra italiano, attraverso una mostra che privilegi una visione d’insieme della sua opera.

La rassegna comprenderà circa settanta dipinti, cronologicamente distribuiti attraverso i quattro decenni di attività di Mario Schifano. La scelta ha voluto indicare i lavori germinali e rappresentativi di ogni ciclo, una sorta di esempio poi ripetuto in infinite varianti nel corso del tempo. Ne emerge una straordinaria varietà di temi, spesso legati alla storia e all’attualità che si traduce per il pubblico in una spettacolarità continuamente rinnovata.

Si prevedono inoltre: una sezione di circa 50 disegni, selezionati tra i moltissimi fatti da Schifano, che consentirà di riflettere sui modi più “intimi” di costruzione e di progetto del lavoro e una sezione dedicata alle fotografie e ai film che nell’ambito del difficile rapporto tra pittura e altri media nei primi anni settanta, presenterà la soluzione convincente e originale fornita dall’artista.

La mostra, promossa dalla Soprintendenza alla Galleria nazionale d’arte moderna in collaborazione con l’Archivio Schifano è curata da Achille Bonito Oliva.

 

Data Inizio: 11/06/2008
Data Fine: 28/09/2008
Costo del biglietto: 9,00 Euro
Prenotazione: Facoltativa
Città: Roma
Luogo: Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
Indirizzo: Viale delle Belle Arti, 131
Provincia: Roma
Regione: Lazio
Orario: Tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30. Chiusura il lunedì.
Telefono: 06 32298221
Sito Web: http://www.gnam.beniculturali.it/

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venerdì, 13 giugno 2008

Villa Celimontana Jazz Festival, al via l'edizione 2008

040569a9d96b8532ee57ce612eba16df.gifPresentata la XV edizione del festival jazz di Villa Celimontana, tre mesi di jazz arte e poesia dal 14 giugno al 14 settembre, la rassegna jazzistica più lunga d'Europa. Molti i big presenti quest'anno, da Steve Nelson il 12/6 a Reggie Washington il 2/7, dal Chicago Jazz Ensemble l'11 e il 16/7 a Sarah Jane Morris il 29/7.

Tra gli italiani: Danilo Rea (16/6), Enrico Rava (17/7), Ada Montellanico (30/8). Ogni sera, passata la mezzanotte, ci sarà il dopo-festival con l'esibizione di esordienti e giovani promesse. Altra novità, una settimana di 'campus musicale' con il Columbia College di Chicago: lezioni e workshop con docenti di punta per approfondire conoscenze teoriche e sulle tecniche strumentali.

Spazio anche alla poesia e alla letteratura (con produzioni dedicate a Céline e a Gregory Corso), alle mostre fotografiche, ai documentari, ai dibattiti e alle mostre d'arte – tutto, ovviamente, in tema di jazz –. Il festival è on line su www.villacelimontanajazz.com

Nell’inferno dove vivono gli angeli

d570fbf4740e253c6c0fa052ae426a94.jpgdi Giulia Cananzi, foto di p. Floretta

«Un inferno popolato dai bambini dove non ho mai incontrato un vecchio e da cui si ritorna con un graffio nel cuore», così padre Danilo Salezze, direttore generale del «Messaggero di sant’Antonio», descrive le grandi discariche intorno a Manila, all’indomani di un viaggio nelle Filippine per mettere a punto il progetto di giugno, il più impegnativo per la Caritas Antoniana. Un unico grande progetto, una scuola per 600 scavenger, i bambini che rovistano tra i rifiuti in cerca di pezzi buoni da rivendere. La discarica è un microcosmo: in essa si lavora, si vive, si gioca, si vende e si compra in un’assurda normalità. È la pianta malata di un Paese contraddittorio in cui la forbice tra ricchi e poveri continua ad allargarsi, complice la corruzione e un processo d’inurbamento selvaggio che ha ammassato milioni di derelitti nelle grandi periferie. 43 milioni di filippini vivono con meno di due dollari al giorno.

In una vita fatta di nulla, anche i rifiuti diventano un tesoro, tanto che intorno a essi si è creata una piccola economia che coinvolge i bambini. Ai bordi delle montagne di spazzatura stratificata sorgono le baraccopoli, a volte sospese su palafitte fatiscenti, altre volte incastonate nei cimiteri, come a Navotas, tra le tombe, in un caotico miscuglio di vita e morte.
In questi luoghi vivono migliaia di bambini, molti abbandonati, moltissimi non iscritti all’anagrafe. Per legge non esistono. E da anonimi spesso muoiono, come nel 2000, quando un crollo improvviso a Payatas, la più grande discarica della capitale, ne inghiottì a decine. Vuoti a perdere come le bottiglie di vetro e plastica che trasportavano sulle spalle, in sacchi più grandi di loro.
In questo girone dantesco padre Danilo è andato con una guida di eccezione: Genny Carraro, italiana, nostra referente, raro caso di operatrice umanitaria non vedente. Genny appartiene al Children’s Relief Fund, un’associazione locale che ha due centri, i Papa John, per il recupero dei minori delle discariche e che Caritas Antoniana sta sostenendo da sei anni. Assieme a loro, qualche operatore e padre Paolo Floretta, il fotografo, l’occhio attento di questo reportage.
Seguiamo lo strano manipolo nell’inferno dove vivono gli angeli attraverso le parole di padre Danilo, gli occhi di padre Paolo, il cuore di Genny, il nostro Virgilio cieco.

Dal diario di padre Danilo:

«Non si può dimenticare Manila. Ciò che hai visto ti resta attaccato alla pelle, ti pesa sul cuore. L’emozione più grande è un bambino, vestito di stracci che, vedendomi in tonaca, mi prende la mano e se la porta alla fronte in cerca di una benedizione. E non mi chiede altro.
Genny mi guida a Navotas, uno dei quartieri più popolosi della periferia. Visitiamo una baraccopoli sospesa su palafitte nel marciume nerastro della baia di Manila. La spiaggia su cui cammino è un letto di spazzatura. Saliamo su un ripiano sconnesso. Mi sorprende l’autonomia di Genny. Dagli ampi buchi tra i tronchi s’intravedono nell’acqua alcune canne spezzate. Mi balena un pensiero atroce: se un bambino cadesse da qui? Ai lati delle viuzze s’affacciano le baracche, anfratti da cui sbucano timidi sorrisi, neonati seminudi, mani che salutano. Mi spiegano che basta un tifone per inghiottire in un attimo queste vite in bilico.
La seconda tappa è il cimitero. Ha l’entrata solenne di tutti i camposanti, ma se continui vai davvero in un altro mondo: tra le tombe, nelle tombe, sulle tombe, si dorme, si gioca, si mangia, si vende, si respirano odori di ogni tipo, si vegliano i morti del giorno prima. Intorno fango, liquami, cani rognosi anch’essi cimiteriali e un mare di bambini che sorridono. Poi la vita ti sorprende: tra i loculi un gruppo di ragazzini ha costruito un biliardino. E capisci che questa è la loro normalità».

Payatas

«Payatas a Quezon City è la più grande discarica di Manila. Una montagna, anzi una catena montuosa di rifiuti. Sulle pendici, frotte di rifiutati intenti a un’arrampicata di sopravvivenza. Il sole a picco riscalda la spazzatura e la montagna fuma, ribolle di miasmi insopportabili. Un Golgota di poveri cristi che affondano nei marciumi, emergendo con brandelli di niente. Un niente che li fa vivere, almeno fino a domani...

Tra loro moltissimi bambini, armati di uncino. I più fortunati hanno un paio di stivaletti di plastica, gli altri affondano con i piedi nella melma. Alcuni sembrano piccolissimi, ma è difficile dare l’età ai bambini denutriti. Ti sorridono ma sono affetti da pustole e infezioni di ogni tipo, alcuni hanno ciuffi di capelli rossi: non è tintura, è l’effetto della mancanza di nutrienti essenziali. Payatas è anche il regno della criminalità e della prostituzione, dell’abuso e della colla aspirata per non sentire la fame.
Chiedo a Genny: “Tu come vedi questi bambini?”. Mi risponde come sempre, senza la retorica del non vedente che fa l’eroe: “Sono vivacità, movimento, risate: un turbinio di vita intorno a me. Le loro manine piccole mi stringono, mi toccano, mi accarezzano, hanno per me il calore del primo raggio di sole all’alba. E sento che se ridono loro tutto è possibile”. Capisco che lei vede oltre e oso: “Che cos’è il limite Genny?”. “È un aspetto della condizione umana. Non voglio dire che la mia cecità non sia un limite, ma è anche una sfida a vedere in modo diverso, a non dare nulla per scontato. Quando prendo per mano uno di questi bambini, ricordo quando altri prendevano per mano me per permettermi di correre, di giocare, di disegnare... di essere me stessa”.

c010944714db67c52fb5af8bacb27bf7.jpgMentre cammino nel sentiero fangoso, cercando di schivare il peggio, penso a san Francesco: il suo famoso bacio al lebbroso come potrebbe riattualizzarsi qui a Payatas?
Di lì a poco mi arriva la risposta, incredibile, sorprendente. Ai piedi della montagna dannata m’imbatto in una chiesetta dedicata a sant’Antonio. All’interno la sua statua sorride di fronte a decine di bambini che si ammassano intorno a volontari: c’è chi medica pustole, chi dà da mangiare, chi insegna qualche parola d’inglese. Il nostro Santo è arrivato fin qui già da tempo e forse ci stava aspettando».

«Siamo a Muzon Taytay, nella provincia di Rizal, confinante con Metro Manila. Finalmente una boccata di speranza. Qui costruiremo aule e laboratori e li affideremo allo Shalom Learning Center, un’ottima scuola, creata da insegnanti specializzati nel recupero dei bambini di strada, che sta per chiudere perché non è in grado di sostenere l’affitto dei locali.

Costruire una scuola ai confini delle baraccopoli non è solo un fatto di mattoni e cemento. L’ho capito quando ho visto le operatrici filippine fare scuola nelle palafitte: prima di iniziare assegnavano a ciascun bambino un nome, gli restituivano per quel che potevano il diritto di esistere. L’ho capito anche quando una mamma di Navotas, guardandomi con occhi tristissimi, mi ha detto nel suo inglese stentato: “No school, no future” (niente scuola, niente futuro).

775b741410450c00853e8022d677d6e9.jpgNelle filippine c’è uno dei peggiori sistemi scolastici del mondo: con 60 bambini per classe, non si può né insegnare né apprendere. La Shalom ha classi di 25 bambini, che segue a 360 gradi arrivando ad aiutare anche le famiglie. La scuola che costruiremo potrà accogliere 600 bambini, offrirà formazione umana e professionale, seguirà i piccoli anche dal punto di vista psicologico. Diventerà un polo educativo, un modello da proporre in altre zone.

Le Filippine mi fanno l’ultima sorpresa: sul luogo dove verrà costruita la scuola le insegnanti hanno creato un perimetro di bambini. La vita non si arrende, grazie a Dio».

 

Il Progetto in breve

Costruzione della scuola:

 

  • 10 aule
  • 3 laboratori
  • biblioteca
  • aula computer
  • sala insegnanti
  • mensa
  • infermeria
  • area ricreativa
  • stanza per insegnante del turno di notte
  • uffici amministrativi
     
  • Mobilio, attrezzature e corsi di formazione Euro 250 mila in due anni

Approffondimenti direttamente sul sito:

http://www.messaggerosantantonio.it/messaggero/home.asp

Oggi festeggiamo: sant'Antonio di Padova

f7c7fe61a5844d3b909d5a66f6464d3c.jpg13 giugno Antonio di Padova, religioso e  dottore della chiesa (1195-1231)

È uno dei santi più amati nel mondo cattolico. Le virtù taumaturgiche per cui è invocato, hanno fatto di lui semplicemente «il Santo». Antonio è detto di Padova, in realtà è portoghese, di Lisbona, dove è nato nel 1195. Quindicenne, Fernando (con tale nome era stato battezzato), sorprendendo gli stessi genitori, si fece canonico regolare di sant´Agostino in Lisbona. Desideroso di maggiore quiete, chiese poi di essere trasferito nel monastero di Coimbra.
Gli studi severi e amati non appagarono le aspirazioni del suo animo generoso. Deluso dalla vita rilassata del monastero, il giorno in cui a Coimbra approdarono le salme di cinque frati francescani martirizzati nel Marocco, decideva di imitarli. Fattosi francescano con il nome di Antonio, andò in  Marocco per emulare quei martiri. Febbri insistenti lo costrinsero a ritornare, ma  durante il viaggio una tempesta lo fece naufragare sulle coste siciliane. Partecipò al capitolo “delle stuoie” (1221), dove conobbe Francesco e ricevette l’obbedienza per l’eremo di Montepaolo. Poi, una predica improvvisata, in occasione di un´ordinazione sacerdotale (era venuto a mancare il predicatore ufficiale), lo impose all´attenzione per la profonda culturae la capacità oratoria.
Cominciò così la sua avventura di missionario itinerante nelle regioni dell’Italia settentrionale e del Sud della Francia per combattere con la dottrina e la vita (e una serie di eventi prodigiosi) pericolose eresie che infestavano quelle regioni. Fu superiore e insegnò teologia ai frati.
    Tomato in Italia, si stabilì a Padova, da dove proseguì la sua attività di predicatore. Seguitissimo il quaresimale che tenne alcuni mesi prìma di morire, conclusosi con una messe di confessioni e conversioni. Coraggioso, quanto sfortunato, l’incontro con il tiranno Ezzelino da Romano, per perorare la liberazione di alcune nobili padovani che teneva prigioneri.
  Furono i suoi ultimi impegni perché, spossato dalla fatica dalla malattia (soffriva, pare, di idropisia) accolse l´invito di un amico, il conte Tiso, andano a riposarsi nel conventino di Camposampiero. Qui ebbe la visione di Gesù Bambino. Un giorno, colto da malore, intuì che la fine era prossima.. Chiese di essere riportato  a Padova. Giunto, però, all´Arcella, nei pressi della città, morì mormorando: “Vedo il mio Signore”. Era il 13 giugno 1231.
Un anno dopo la morte, la fama dei tanti prodigi compiuti convinse Gregorio IX a bruciare le tappe e a proclamarlo santo. Nel 1946 veniva onorato con il titolo di dottore della chiesa universale.

mercoledì, 11 giugno 2008

Vietnam Fotografie di guerra di Ennio Iacobucci 1968 - 1975

052a9e4c2d3f07afa98115c011acb210.jpg25 Giugno - 14 Settembre 2008

Roma, Museo di Roma in Trastevere

120 fotografie del fotoreporter abruzzese Ennio Iacobucci. Le sue foto, oltre ad essere una testimonianza fondamentale della guerra nel sud est asiatico, sono le immagini che hanno ispirato tanti registi e direttori della fotografia dei film sulla guerra del Vietnam.

www.museodiromaintrastevere.it

Un secolo di donne 1908 - 2008

626e600e4f4294b9b7aa6b4f25b36e87.jpgUn secolo di donne 1908 - 2008

Il museo ospita l'evento conclusivo del Progetto “Un secolo di donne. 1908 - 2008” rivolto agli studenti delle scuole superiori della città, oganizzato dal Comune di Roma in occasione del centenario dall’evento storico a cui si riferisce la data dell’8 marzo, Festa internazionale delle donne.

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Torna a Roma il Teatro Patologico

La compagnia di attori disabili porta sul palco del teatro Quirino "La Medea di Euripide"

06/06/2008 Torna a Roma il Teatro Patologico. Lo scenario sarà quello del Teatro Quirino, sul quale il 10 e 11 giugno la compagnia di attori disabili diretta da Dario D'Ambrosi, scena la Medea di Euripide.

L'iniziativa si svolge in collaborazione con l'associazione "I quattro elementi". Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21.00. L'ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti

sabato, 07 giugno 2008

QUEEN OF COMEDY 2008

Il Festival MIX di Cinema Gaylesbico con Comedy Central e Queer Culture conferiscono il premio Queen of Comedy 2008 a :CINZIA LEONE

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La premiazione avverrà sabato 7 giugno alle 20.30 presso il Teatro Strehler a Milano alla presenza di Cinzia LeonePer il terzo anno consecutivo, Comedy Central il canale dedicato alla comicità (in onda su Sky al numero 115) e il festival del cinema gaylesbico e queer culture confermano la loro collaborazione all’interno del premio Queen of Comedy. Nelle scorse edizioni sono state premiate grandi attici che si sono distinte per il loro speciale senso dell’umorismo e per la loro vicinanza alle tematiche gay, lesbiche e queer.

Dopo Angela Finocchiaro, Carmen Maura e Sandra Milo, il titolo di Queen of Comedy verrà quest’anno consegnato a Cinzia Leone durante una serata d’onore che si svolgerà all’interno del festival al Teatro Strehler di Milano sabato 7 giugno. Cinzia Leone, amica di Comedy Central e protagonista nel 2007 di Comicittà, il festival di intrattenimento comico organizzato da Comedy Central e da Mtv Italia,  è un’attrice comica poliedrica che ha alternato la sua carriera tra set cinematografici, palcoscenici teatrali e studi televisivi. Esponente del gruppo della Tv delle ragazze (memorabile la sua imitazione di Francesca Dellera), è molto attiva anche sul grande schermo dove ha interpretato, tra gli altri: Le finte bionde, Stasera a casa di Alice, Donne con le gonne, Parenti Serpenti, Selvaggi e i recenti Nero Bifamiliare e Le ragioni dell’Aragosta. Attualmente è scena con Outlet, il suo nuovo monologo teatrale.

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22° FESTIVAL MIX DI CINEMA GAYLESBICO E QUEER CULTURE

14f5a448b0843b936f9f7c349f82fd37.jpgMilano, Festival di cinema glbtq
Da mercoledì 4 a martedì 10
Teatro Strehler
Largo Greppi 1
Torna uno dei principali appuntamenti della stagione cinematografica milanese: il meglio della produzione cinematografica glbt mondiale in una ricca rassegna che quest'anno apre le porte al teatro e rinnova lo spazio letterario "Brain & Sexy". Il tutto accompagnato da molte feste e, come ormai tradizione, dai set quotidiani dei migliori dj gay, lesbo e queer in circolazione, tra cui Pornflakes e Roboterie Crew.
www.cinemagaylesbico.com

venerdì, 06 giugno 2008

Distruggere la camorra, liberare la vita

47e53cae2947e7e16bff72eded06eaa9.gifSabato 7 giugno manifestazione del Governo ombra a Casal di Principe, con Walter Veltroni. Invitiamo tutti i navigatori che non potranno venire in Campania ad aderire ad una campagna on line, lasciando il proprio nome e link nei commenti a questo post e inserendo sul proprio sito o blog sia il banner che trovate in questa pagina, sia il video di presentazione dell’iniziativa.

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giovedì, 05 giugno 2008

Caritas Antoniana Progetto 2008

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"Tutto ciò che fate a uno di questi piccoli, è a me che lo fate." (Mt 25,40)

La speranza può germogliare nelle situazioni più drammatiche e di degrado.

A Rizal la speranza è la nuova scuola che costruiremo insieme a te e che accoglierà 600 bambini.


L’edificio sarà costruito su tre piani:

PIANO TERRA: 4 aule; 2 laboratori; 2 scale; 2 bagni; una mensa; un’infermeria; un ufficio; un’aula magna.

PRIMO PIANO: 6 aule; una biblioteca; un’aula computer; un laboratorio.

SECONDO PIANO: area ricreativa; un magazzino per il materiale scolastico.

L’insegnamento sarà a misura di bambino

Ogni aula accoglierà dai 15 ai 30 studenti. Le lezioni si terranno in tre turni: mattino e pomeriggio per i più piccoli, la sera per i corsi superiori o di formazione professionale. La scuola serale sarà anche un incentivo per quei ragazzi-lavoratori che hanno abbandonato o non hanno mai frequentato la scuola.

E per chi vuole imparare una professione

Il progetto educativo prevede i moduli di insegnamento richiesti dal Dipartimento dell’Educazione, ma svilupperà anche un programma di istruzione professionale: cosmesi, sartoria, artigianato, edilizia... Inoltre, verrà dato un aiuto particolare a bambini affetti da handicap fisici o mentali.

Grazie al tuo contributo possiamo fare molto

La Caritas Antoniana ha scelto di concentrare sforzi e risorse su un unico progetto, per rispondere al problema in modo efficace e concreto. Per questo tu puoi fare molto: con il tuo aiuto raggiungeremo più in fretta il comune obiettivo.

Per costruire la nuova scuola servono 250.000 euro

Con 10 euro offri

 

Più di 3 sacchi di cemento per cominciare la costruzione della scuola o 20 piastrelle per il rivestimento dei muri.

Con 20 euro offri

 

3 rubinetti per i bagni e le cucine o uno specchio per l’arredamento, oppure un banco con sedia per la scuola.

Con 30 euro offri

 

200 mattoni o 1 porta interna.

Con 70 euro offri

 

2 secchi di pittura o 110 tegole per i tetti.

Con 100 euro offri

 

1 finestra o un sanitario per il bagno.

Con 200 euro offri

 

1 porta da esterno o 1 lavandino.



Sostieni anche tu la Caritas Antoniana

lunedì, 02 giugno 2008

Letizia Battaglia - Mostra a Roma

91120cf6db732e5487b17ac63a8d5efd.jpgLa Galleria Cesare Manzo è lieta di presentare nello spazio di Roma la prima personale in una galleria italiana di Letizia Battaglia (Palermo, 1935), una delle protagoniste della fotografia italiana contemporanea. La mostra, a cura di Paolo Falcone, adotta un taglio antologico, ripercorrendo alcune delle principali tappe del lavoro della fotografa siciliana: dalle foto di grande formato sulla mafia che ne hanno consacrato la fama fino ad arrivare alla più recente produzione.

Vincitrice nel 1985 del prestigioso "W. Eugene Smith Award", prima donna e primo fotografo europeo a ricevere il premio, Letizia Battaglia nella sua pluriennale carriera rappresenta uno degli esempi di maggiore rigore nella lotta alla mafia e per l’affermazione dei diritti civili...

Esordisce nel 1972 collaborando al quotidiano l’Ora di Palermo con il quale, nel corso di un ventennio, ritrae e testimonia i cruenti anni di piombo della guerra di Mafia, i delitti eccellenti, le stragi. La sua opera rappresenta non solo la testimonianza diretta di un sistema corrotto e dominato dalla violenza, la sua lotta ed il suo coraggio si sono spesi a favore dei diritti della donna, della dignità e della giustizia.

In questa occasione sono state selezionate alcune delle fotografie più rappresentative della produzione della Battaglia, opere di grande formato che ritraggono il dolore ed il sangue di una delle pagine più drammatiche della Repubblica italiana: dall’omicidio dell’Onorevole Reina, all’assassinio del giudice Cesare Terranova, dai mafiosi morti in strada, al dolore delle famiglie al cospetto dei corpi straziati, agli arresti dei boss. Il percorso si snoda poi verso la produzione più recente, basata sulla sovrapposizione di foto realizzate in momenti diversi. In mostra sarà inoltre presente un trittico composto da un centinaio di foto che hanno per soggetto le tradizioni della Sicilia, le donne, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria. 
 
L’impegno di Battaglia si è espresso in diversi ambiti, tra cui quello politico: è stata infatti tra le principali protagoniste della Primavera di Palermo. Fondatrice della Rete con Leoluca Orlando, è stata Consigliere Comunale e Assessore del Comune di Palermo e poi Deputato Regionale. Nel 1992 dopo le stragi Falcone e Borsellino ha fondato la rivista Mezzocielo, periodico femminile che rappresenta una voce libera nell’editoria italiana. Nel 1979 ha cofondato il centro di documentazione Giuseppe Impastato.



Letizia Battaglia è nata a Palermo nel 1935. Vive e lavora a Palermo.
Tra le sue mostre personali recenti: Willy-Brandt-Haus, Berlino, 2008; Leidenschaft Gerechtigkeit Freiheit, MARTa Herford, Herford, 2006; Letizia Battaglia, Metis nl Gallery, Amsterdam, 2005; Women European Experiences, Museum of Art, Hasselblad Center, Goteborg, 2003; Passion Justice Freedom, Aperture’s Burden Gallery, New York, 2001; National Geographic, Washington, 2000; Letizia Battaglia, Interphoto, Festival of Professional Photography, Moscow, 1999.
Mostre con Franco Zecchin: Dovere di cronaca, Festival della Fotografia di Roma, 2006; Letizia Battaglia e Franco Zecchin, Istituto Italiano di Cultura, Paris, 1993; Croniques siciliennes, Centre National de la Photographie, Palais de Tokyo, Paris, 1987; Sicily and the Mafia, Intenational Museum of Photography, Rochester, 1987.
Tra le sue principali mostre collettive: Closed Eyes an international Portrait Exibition, Bandts Museet for Fotokunst, Denmark, 2006; La dolce crisi, Villa Manin, Passariano, Udine, 2005; Fotografas italianes, Casa de cultura Laura Alvim, Rio de Janiero, 1997; Premiére Photo, Mois de la photo à la Galerie du Jour, 1992; Centre Culturelle George Pompidou, esposizione dei laureati del premio Smith, 1991.
Tra le principali pubblicazioni: Dovere di Cronaca - The Duty to Report, con Franco Zecchin, Peliti Associati, 2006; Passione Giustizia Libertà, Aperture, N.Y. (in edizione americana, francese, tedesca, italiana), 1999.
Tra i premi più prestigiosi: The Dr. Erich Salomon Award, 2007; Mother Jones, Achievement for Life Award, San Francisco, 1999; New York Times Award, New York, 1986; The W. Eugene Smith Award, New York, 1985.



Link: exibart.com
Fotogalleria della mostra romana

Il giudice Cesare Terranova. Deputato comunista, membro della Commissione Parlamentare Antimafia, è stato appena ucciso in un agguato. Palermo. 1979

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