sabato, 05 aprile 2008

Ai Musei Capitolini torna -in 'spirito'- il XVIII secolo

cdb779e2b5a9ec9f4d3d8de7303b73bb.jpgI Musei Capitolini, nelle Sale di Palazzo Caffarelli, ospitano -dal 7 marzo all'8 giugno 2008- la mostra "Ricordi dell'antico. Sculture, porcellane e arredi all'epoca del Grand Tour", esposizione che presenta al pubblico una squisita selezione di circa 150 opere -dalla produzione di porcellane e biscuit ispirati ai capolavori dell'antichità, ai dipinti, disegni e incisioni- a testimonianza di quello spirito di studio e ricerca per l'Antico che tanto animò il XVIII secolo, quando fonte massima di ispirazione per l'arte era appunto considerata l'antichità classica.

In quel periodo il desiderio di appropriarsi di una parte dell'eredità classica attraverso il possesso di opere d'arte antica moltiplicò le collezioni e gli scavi e incrementò le attività antiquariali e quelle apertamente commerciali.

Grazie a questa esposizione, il visitatore potrà rendersi conto di questa mania dell'antico che portò a riprodurre in materiali diversi -marmo, terracotta, bronzo e porcellana- alcuni dei più noti prototipi della Roma antica e delle collezioni archeologiche romane, rappresentate sia dai bronzi di Valadier e dei Righetti che dalle porcellane delle manifatture della Real Fabbrica di Napoli, di Giovanni Volpato e di Ginori a Doccia, dove venne anticipato il gusto neoclassico ricopiando in porcellana le antiche statue delle collezioni romane e fiorentine.
ab44b92e5404c2ba69db74d9c6dfb572.jpgMolti furono i restauratori e scultori che con la loro opera resero noti i capolavori dell'antichità: fra quelli rappresentati in mostra, Luigi Valadier, di cui possono essere ammirati la Venere Callipigia e l'Apollo del Belvedere del Louvre, Giacomo e Giovanni Zoffoli, Giuseppe Boschi, di cui sono rappresentati in mostra vasi e candelabri appartenenti al noto dessert di Damian Campény, e infine Francesco e Luigi Righetti, di cui sono presenti numerose opere importanti, fra cui i bronzi del Palazzo Reale di Caserta rappresentanti Laocoonte, Castore e Polluce e Bacco e Arianna e il noto tripode in bronzo dorato al Museo Nazionale di Capodimonte, derivato da un esemplare di scavo.

Oggetti tipici dell'epoca furono i dessert che ornavano le tavole ufficiali, eseguiti nei più vari materiali. Vero e proprio capolavoro è il dessert della Regina di Napoli, Maria Carolina d'Austria, portato a termine nel 1805 da Valadier e Albacini, raffigurante i templi di Paestum, oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna, di cui si potranno ammirare in mostra due pezzi, o quello di Giovanni Volpato, di cui è possibile vedere il gruppo di Apollo e le Nove Muse, parte del dessert realizzato in biscuit nel 1786 per l'Ambasciatore di Venezia a Roma Piero Donà.

Giovanni Volpato divenne rapidamente a Roma un punto di riferimento per l'elegante e cosmopolita mondanità dell'epoca e fu celebre sia per le riproduzioni a stampa sia per le copie di capolavori in piccole dimensioni modellate in candido biscuit.

Dopo la metà del secolo, quando la tecnica della porcellana diventò meno costosa e aumentò la richiesta di copie, prese piede nelle manifatture di tutta Europa la produzione su larga scala di plastiche e vasellame ispirati all'Antico di cui si presentano importanti esempi.

Quadri, acquerelli, disegni e incisioni illustreranno l'ambiente figurativo e culturale del tempo e saranno di corredo alla mostra: fra questi sono da segnalare il Ritratto di Charles Townley di Zoffany, vera sintesi del Grand Tour del secondo Settecento, e alcune splendide vedute di Roma antica del Panini, di cui una proveniente dalle collezioni del museo Liechtenstein.

Roma, Musei Capitolini (Piazza del Campidoglio) Palazzo Caffarelli

Orari: dal martedì alla domenica ore 9.00 - 20.00 la biglietteria chiude alle 19.00
Chiuso lunedì e 1° maggio

Biglietti: unico integrato comprensivo di ingresso ai Musei Capitolini e alla Mostra: € 8.00 intero, € 6.00 ridotto - Solo mostra: € 4,50 intero, € 2,50 ridotto, gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.

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