martedì, 22 aprile 2008
«I Demoni di Dostojevskij e i cattivi maestri di oggi»
Giuliano Montaldo da venerdì il suo ultimo film, esplicita condanna alla lotta armata
Interessante puzzle letterario, quello proposto in sala dal prossimo venerdì da Giuliano Montaldo. Il suo I demoni di San Pietroburgo (prodotto dalla Jean Vigo) è infatti un lontanissimo, nel tempo, progetto di Andrej Konchalovski su Dostojevskij poi ripreso in mano dal giornalista-sceneggiatore nonché sovietologo Paolo Serbandini e finito quasi vent'anni fa nelle mani di un altro esperto di ex Urss, Montaldo appunto. Il titolo riprende ovviamente quello del romanzo del grande narratore russo, ma il film racconta in realtà la genesi di un altro suo racconto, ovvero "Il giocatore", novella scritta a tappe forzate da Dostojevskij per pagarsi i debiti di gioco.
I tempi descritti dal film stornano però a quelli dei "Demoni", in una Russia del 1860 attraversata dagli attacchi terroristici dei rivoluzionari borghesi legati a Bakunin pronti a sterminare a forza di bombe l'intera nobiltà dell'impero. Per questi giovani pronti a sacrificare la propria e le altrui vite in nome di un'utopistica causa, Dostojevskij era stato - nella realtà, come nel film - fondamentale punto di riferimento. L'uomo che con i suoi scritti ("Povera gente", "Delitto e castigo", "Umiliati e offesi") aveva elevato il popolo e la sua miseria a sublime soggetto letterario, che aveva istigato i migliori intellettuali del paese alla coscienza, alla compassione e quindi alla ribellione, venerato come un martire per i dieci anni passati nei campi forzati della Siberia, ora si ritrova perseguitato dai suoi stessi fantasmi, "cattivo maestro" di una generazione di rivoluzionari a cui non riconosce più alcun merito, solo la totale incapacità di rappresentare le vere istanze del popolo.
Così come la grande letteratura di Dostoevskij, anche il soggetto a lui ispirato e ormai "vecchio" di oltre trent'anni firmato da Montaldo assieme a Serbandini e alla giovane sceneggiatrice Monica Zapelli, perde sullo schermo i suoi connotati storici per diventare ritratto atemporale dell'intellettuale nella relazione con la società, affresco severo della distanza tra scelta della lotta terroristica e popolo. Nel cast, dominato dal Dostojevskij oscuro e segnato di Miki Manojlovic, i sempre bravi Roberto Herlitzka, Filippo Timi, Anita Caprioli, Carolina Crescentini. Fotografia a basso voltaggio ma ad alto esito artistico di Arnaldo Catinari.
Sono dodici anni, Montaldo, che lei è lontano dalla macchina da presa. Anni passati a curare grandi regie di opere liriche. Ma il cinema è altra cosa e "rimaneggiarlo" a partire da Dostojevskij non deve essere stata impresa facile...
Avevo letto il progetto di Konchalosvkij e Serbandini diversi anni fa e le immagini che quella lettura mi aveva suscitato continuavano a tornarmi nella testa. E' vero, è difficile, ma allo stesso tempo estremamente entusiasmante, tentare di entrare nel mondo di un grande scrittore come Fjodor Mikhajolovic Dostojevskij, cercare di rivivere le sue passioni, la malattia, la febbre del gioco, le urgenze della vita e i tormenti dell'intellettuale. Ho affrontato questa difficile impresa sperando che dopo la visione di questo film cresca nel pubblico il desiderio di conoscere ancora di più questo grande personaggio.
Complicato anche l'iter produttivo, dei "Demoni"?
Nulla sarebbe stato possibile di ciò che ho fatto senza il sostegno di Raicinema e della 01 distribuzione. Ci tengo però a sottolineare che ho iniziato a girare solo dopo essere uscito da quegli uffici. Sino a quando sono stato presidente di Rai cinema non ho scattato nemmeno una fotografia. E comunque, nella mia carriera il rapporto con i produttori non è mai stato facile. Mi ricordo ancora quando andai a proporre il progetto di "Sacco e Vanzetti" e tutti pensavano fosse una pallosa storia su una ditta di import-export...
Data la concomitanza temporale dell'uscita dei "Demoni"con i risultati elettorali, sarà una tentazione vedere il film come una lectio sui "cattivi maestri". Una lettura che le sembra corretta?
Preferirei che del film si vedessero tutti gli aspetti, anche quelli più privati. Come l'immenso amore di Anna Snitkina per lo scrittore o la forza dell'altro grande personaggio femminile del film, la rivoluzionaria Alexandra, con la quale chissà in altri tempi Dostojevskij avrebbe potuto avere una storia d'amore.
Ma se lei dovesse dire in poche parole i motivi più profondi che l'hanno spinta a fare questo film?
Volevo dare voce alla mia profonda intolleranza per le bombe e la violenza, al mio distacco totale da chi crede di poter cambiare il mondo uccidendo. Sono contrario ad ogni crimine, soprattutto quando si nasconde dietro falsi ideali.
Eppure dei grandi ideali del novecento si è nutrita anche la sua vita...
E' vero. Durante la rivoluzione sovietica non ero ancora nato, ma c'ero quando nel '45 in Italia si sognava un mondo pieno di speranza e di ottimismo. Oggi quell'ottimismo me lo hanno riubato e sto ancora cercando chi è stato. I "ladri di ottimismo" sono tra i peggiori criminali.
L'impresa lavorativa dei "Demoni" sappiamo essere stata particolarmente dura. Ci si è messo persino il bel tempo d'inverno a San Pietroburgo, quando a lei serviva la neve...
Come si dice, nel cinema il miglior co-produttore sarebbe Dio, ma lui ha sempre qualcos'altro da fare. Il fatto è che uno a un certo punto si domanda: ma chi me l'ha fatto fare? Poi però arriva anche il momento della soddisfazione. Quando il garagista mi dice che ha visto un mio film alle due di notte e gli è piaciuto. E' l'unica certezza che ho, nel cinema. Quella di vedere i miei titoli passare nella più profonda notte televisiva non interrotti da dieci piani di morbidezza.
recensione suLiberazione del 22.4.2008 a cura di Roberta Ronconi
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mercoledì, 17 gennaio 2007
Ritorna il Future Film Festival
Partirà oggi fino al prossimo 21 gennaio, il Future Film Festival , di Bologna annuale appuntamento con il cinema e le ultime frontiere del video entertaiment . Giunto alla sua nona edizione, questo festival offre un rucco programmi di anteprime, eventi speciali e incontri.
Approderanno nel capoluogo emiliano artisti e operatori del settore provenienti da diversi Paesi, come Giappone, Danimarca, Stati Uniti e Francia. Oltre alle novità della cinematografia contemporanea, sono state programmate rassegne e omaggi alle cinematografie del passato e le premiazioni dei concorsi interni alla manifestazione, come il Digital Film Festival Award .
Tra gli appuntamenti in calendario, segnaliamo per venerdì 19 gennaio l'incontro con Fabrizio Pivari , creatore del primo blog italiano dedicato al mapping (Google Earth e Maps blog ), dal titolo: " Future Web Festival : L’arte al tempo di Google" presso il Palazzo Re Enzo(Future Village - P.zza del Nettuno). Per ulteriori informazioi, si consiglia di visistare il sito web della manifestazione: http://www.futurefilmfestival.org
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martedì, 24 ottobre 2006
rassegna cinematografica dedicata al regista Billy Wilder
rassegna cinematografica dedicata al regista Billy Wilder nel centenario della sua nascita avvenuta il 22 giugno 1906.
Wilder fu, oltre che un grande regista, anche un raffinato soggettista e sceneggiatore tra gli anni Venti e Trenta per il cinema tedesco e poi a Hollywood.
Il cinema Gnomo di via Lanzone 30/a propone, da martedì 24 a domenica 29 ottobre, una Giovedì 26 ottobre, inoltre, presso la Sala Conferenze di Palazzo Reale in Piazza Duomo 12, si svolgerà un convegno dedicato alla personalità e al cinema di Wilder. Dalle ore 10.00 (ingresso libero sino ad esaurimento dei posti) si sconfronteranno studiosi di varie discipline: Giovanni Spagnoletti, Alessandro Studer, Gianni Canova, Alessandro Cappabianca, Sandro Bernardi e Umberto Curi. Una giornata di studio per evidenziare la poliedricità, la ricchezza e la contraddittorietà di una vicenda artistica, intellettuale e personale quale è stata quella di Wilder. La rassegna, infine, è accompagnata da una jazz band di giovani musicisti.
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venerdì, 22 settembre 2006
Le chiavi di casa
Ho visto di recente questo film di Amelio e lo consiglio fortemente a tutti; soprattutto a coloro che non hanno mai avuto un approccio diretto con il mondo dell'Handicap ed il suo difficile ruolo della sua accettazione. Credo che Amelio con quest'opera ci abbia veramente regalato molto nel farci capire le sfumature più sottili del rapporto tra genitore e figlio e tra società e disabili
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martedì, 18 luglio 2006
Mary
Questa sera attraverso Alice Home TV ho avuto modo di vedere filmente quest'altro bellissimo film di Abel Ferrara che avevo perso ed è proprio strano constatare come possano passare molto inosservati certi film quando non hanno il solo scopo di essere semplicemente divulgativi sulla vita e sul modo d'intendere Gesù secondo la religione ufficiale del Paese dove viene proiettato.
E' molto Interessante ciò che raggiunge Abel Ferrara nel farci scoprire non solo gli interessanti e profondi pensieri che i vangeli apocrifi evidenziano rispetto ai canonici ma ancora più interessante è il modo di come rovescia la medaglia anche nel rapporto che le donne hanno con Gesù. info sulla recensione del Film li trovate qui
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giovedì, 25 maggio 2006
Amore senza confini
| Amore senza confini | ||
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| per vedere il trailer clicca qui |
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sabato, 20 maggio 2006
Il Codice da Vinci
Sono ben accetti i commenti di coloro che ieri hanno visto il film. Intanto segnalo questo articolo per aprire una discussione apparso sull'espresso: lo svelamento svelato di Umberto Eco
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martedì, 16 maggio 2006
Il Codice da Vinci
Tra qualche giorno esce l'atteso film in tutte le sale del mondo e la tensione sale tra chi propone il boicottaggio del film e chi invoca la libertà di pensiero.
Voglio segnalare alcuni articoli apparsi su Repubblica che potremmo usare come traccia di una discussione e per seguire l'evolversi di tali dispute:
. Esce il "Codice", Chiesa mobilitata dalle proteste al gioco online
. Ron Howard: "Il mio Codice da Vinci è buon cinema non provocazione"
. Bettany, il "cattivo" del Codice "La Chiesa esagera, è solo un thriller"
. Il Vaticano e il Codice da Vinci "Fedeli, portate il film in tribunale"
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domenica, 14 maggio 2006
La passione estrema di Artemisia
Oggi ho visto un bel film "La passione estrema di Artemisia" di Agnès Merlet un film centrato soprattutto sul rapporto che la stessa ha avuto con Agostino Tassi il pittore denunciato dal padre di Artemisia, Orazio, ed in seguito processato per stupro.
Questo film l'ho trovato molto interessante soprattutto per la messa a fuoco del rapporto che Artemisia aveva con la scoperta dell'altro sesso usato non solo artisticamente come ricerca sul nudo ma anche come ricerca del piacere a cui non disdegnò di dedicarsi allorché ne ha avuto la prima opportunità e cosa non certo facile per quell'epoca.
Consiglio di vederlo a color che ancora non lo conoscono
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sabato, 13 maggio 2006
Quo vadis baby?
Un film di Gabriele Salvatores che ho visto poco fa e che consiglio vivamente a chi non l'avesse ancora visto.
Trama
Giorgia Cantini ha trentanove anni, è single, indulge all'alcol e, soprattutto, è un investigatore privato. Questa volta però l'indagine che deve seguire si confronta con il suo passato, grazie a una scatola di scarpe piena di videocassette avuta da Aldo, amico e confidente di sua sorella maggiore, Ada, suicidatasi sedici anni prima
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